Mercoledì 20 Nov 2019
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Come si fa a diventare truccatrici?


…passione, creatività e talento: le qualità di una brava truccatrice…

Che bel lavoro che fai! Ecco una delle frasi che mi viene rivolta più spesso quando qualcuno viene a conoscenza della mia professione. A questa seguono solitamente domande del tipo: “Che scuole hai frequentato?” “Che Vip hai truccato?” “Come posso imparare i trucchi del make up!”. Quante cose non si conoscono del mio lavoro…

D´altronde io stessa fino a pochi anni fa quasi ignoravo l´esistenza di una professione del genere. La vedevo più che altro come un´attività riservata agli ambienti iperspecializzati della moda o del cinema e della tv. In realtà, come scoprii più tardi, chiunque, se animato da passione e dotato di talento, può riuscire a diventare un bravo truccatore e raggiungere livelli molto alti. Naturalmente è importante che alla base ci sia una buona dose di tecnica e il modo più facile per apprenderla è frequentare una scuola appropriata. Ne esistono diverse in quasi tutte le grandi città italiane. La mia esperienza mi porta a ritenere che le migliori nel campo della moda si trovino a Milano, mentre per il trucco cinematografico consiglio di orientarsi su Roma. Ci sono anche ottimi corsi organizzati direttamente da make-up artist dalla fama consolidata.

Un truccatore che mira a essere il più completo possibile, dovrebbe specializzarsi in più campi. Anche se si nutre una passione particolare per un settore specifico, sarebbe però meglio apprendere anche altri tipi di trucco come quello correttivo, giorno e sera, da sposa, fotografico, moda-artistico, cinematografico e televisivo ma anche body painting e qualche nozione di hair styiling. Essere bravi in effetti speciali, poi, è fondamentale se si lavora nel Cinema e nella Televisione ma consiglio a tutti almeno a livello base perché è sempre utile e fa parte del mestiere.

Non vorrei aver spaventato nessuno consigliando di seguire tanti corsi, ma secondo me una formazione completa è un fondamento del nostro mestiere poiché ci consente di rispondere a qualsiasi richiesta e svolgere in maniera migliore il tipo di lavoro per cui ci sentiamo più idonei. Per quel che mi riguarda ho scelto di frequentare corsi privati tenuti da svariati make up artist, ma anche corsi di gruppo, per specializzarmi in tutte queste discipline. Ho incominciato frequentando un corso intensivo presso un truccatore professionista.

Mi è sempre piaciuto truccarmi e volevo saperne di più sull´argomento. Il mio insegnante Paolo Tosetto mi disse che avevo un´ottima mano e che se volevo intraprendere la professione avrei avuto successo. Ricordo che allora rimasi di stucco: la mia passione poteva essere il mio lavoro!? Accettai la proposta con felice incredulità e incominciai a fargli da assistente. Per anni ho lavorato senza pensare al guadagno, lavorando spesso gratis, ma sentivo che ogni lavoro mi accresceva dal punto di vista tecnico, professionale e sociale.

Il passo successivo è stato quello di acquistare tutti i libri possibili per studiare quello che stavo provando sul campo. Quelli di Stefano Anselmo per esempio sono ancora la mia Bibbia. Mi sono documentata e ho scoperto che oltre alle classiche riviste di moda che si trovano in edicola, ne esistono innumerevoli altre, super specializzate che possono dare molti spunti e idee e che hanno contribuito a indirizzarmi verso un mio stile personale.

Come tutti all´inizio ho commesso degli errori, ma mi sono rialzata subito trasformandoli in insegnamenti preziosi per migliorarmi. Ho imparato sulla mia pelle che non si va stanche a lavorare. Sembra una banalità, ma aver riposato bene è fondamentale per questo lavoro. La mano non deve tremare quando applichi l´eye-liner, la vista deve essere perfetta per vedere i particolari del viso, la mente deve essere lucida per poter avere la creatività e l´attenzio ne necessaria.

Umiltà e gentilezza sono altre caratteristiche che ritengo importanti, perché non si finisce mai di imparare. Anche dalla cliente che conosce meglio il suo viso di chiunque altro, dai colleghi che hanno avuto esperienze diverse dalle proprie, da altre professioni che hanno a che fare con la creatività e l´arte.

Altro fattore basilare è la puntualità. Meglio arrivare in anticipo agli appuntamenti, in modo da non incorrere in ritardi imprevisti, dannosi per la nostra immagine. E poi i servizi fotografici, le riprese video, gli studi televisi, gli eventi per cui è richiesta la collaborazione di un truccatore professionista sono sempre in location diverse, spesso lontane e i tempi sono strettissimi. Truccare bene richiede tranquillità e tutto il tempo necessario. Con un lavoro fatto in maniera approssimativa si rischia che il cliente non ci richiami più e magari parli male di noi. Questo non deve mai avvenire, nemmeno una volta.

Ecco perché sorrido quando la gente vede il mio lavoro come un sogno.

Un altro fattore per riuscire in questo campo è sapersi vendere bene, fare del marketing di se stessi. La crisi è arrivata anche in questo campo e bisogna farsi apprezzare non solo dalle agenzie, dai fotografi e dai potenziali clienti ma anche su siti internet, o tramite interventi in eventi glamour. Mai rinunciare, poi, al buon vecchio passaparola. Truccare i Vip è un buon metodo per far parlare di sé perché, è un dato di fatto, lavorare in ambiti prestigiosi o per persone conosciute giova alla propria fama. Anche io mi sono ritrovata a eseguire make-up di cantanti, attori e presentatori. Si tratta di un trucco non particolarmente artistico ma più personalizzato, correttivo e di abbellimento, che va adattato alle esigenze specifiche del soggetto su cui si esegue. Bisogna avere accortezze diverse quando si tratta di Tv, cinema, teatro o foto. Se si lavora bene l´artista se ne accorge subito.

Anche lavorare per la pubblicità, per cataloghi e spot dà grandi soddisfazione. A parte il fatto che si tratta di lavori ben retribuiti, consentono anche di creare bellezza, mode, sogni.

Soprattutto: creare!

La libertà della mente che porta ad associare colori e forme in maniera sempre nuova.

Il team di lavoro che spesso cambia e genera alchimie umane uniche e irripetibili.

I volti delle modelle o di chiunque si metta sotto il nostro pennello, a occhi chiusi perché c´è la fiducia che il risultato finale sarà oltre la più ottimistica immaginazione.

Osare senza paura.

Giocare con l´arte e l´essere umano.

Prendendola così sul filosofico questo lavoro è decisamente ammaliante. Ecco quindi di cosa vi parlavo all´inizio: la passione. Solo chi ha la passione può vedere questo mondo dorato. Non si pensa più all´incertezza del lavoro, alla spietatezza della concorrenza, alla difficoltà di essere sempre al passo con i tempi.

Sotto sotto quel che credo spinga qualsiasi make up artist a continuare in questa bellissima quanto difficile professione è la possibilità di spaziare e inventare nuovi scenari di bellezza servendosi solo di qualche granello di polvere colorata e qualche goccia di fondotinta.

Intervista pubblicata sulla rivista 'La Pelle Beauty'

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